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sabato 22 giugno 2013
Un vecchio amico
Non voglio tornare. Sempre ritorno.
Ogni qualvolta io mi trovi fuori casa avverto sempre la sensazione di essere nata e cresciuta in un posto che, forse, tanto meraviglioso e speciale non è.
Sono siciliana e vivo a Catania, dicono la città più viva e caotica della regione. Palermo è caotica tanto quanto Catania.
Tutto ciò che non trovo nella mia città, io, lo ritrovo fuori....
L'ordine, la pulizia, la gentilezza, il rispetto per la propria terra, l'intelligenza nel saper valorizzare ogni cosa gli appartiene... Ogni posto che visito diventa per me il luogo ideale dove poter andare a vivere, un giorno...
Questo giorno vorrei fosse già oggi, non domani...
Spesso mi capita di litigare con parenti e amici per le mie considerazioni riguardo la Sicilia. Non dico che la mia terra non sia bella, anzi al contrario credo ci siano luoghi che davvero meritano la fama e l'importanza che detengono. Grazie al mio ragazzo amante delle "gite fuori porta" ho potuto trascorrere meravigliosi giorni in giro per la province siciliane. Ci sono posti davvero meravigliosi, ci sono luoghi in cui ancora ( ma forse ancora per poco!!!) si respira l'aria pulita, si assaporano gusti ruspanti e antichi, si socializza con persone che sembrano vivere lontani anni luce da un mondo tecnologicamente e globalmente corrotto.
Non sono arretrati, sono semplicemente veri.
Il problema sta proprio nel voler apparire a tutti i costi a passo coi tempi quando in realtà ciò che manca a certa gente non può essere colmato dall'oggetto simbolo della modernità e nemmeno da ciò che si fa, dal modo "improvviso" di trascorrere le giornate, dalla lettura di un libro, dalla musica che si ascolta....Quello che manca è qualcosa di più profondo. Ed è talmente profondo che se c'è...sta lì...dentro al cuore... trattasi di senso civico..di responsabilità, di cultura... io non lo so, ma percepisco che qui qualcosa manca.
E sino a quando continuerò ad avvertire questo vuoto... tutto lì fuori apparirà migliore,diverso.
La leggerezza tra Milan Kundera e Italo Calvino: L'Insostenibile leggerezza dell'essere e Le lezioni americane.
Il romanzo di Milan Kundera L'insostenibile leggerezza dell'essere si concentra su una concezione filosofica che resta sospesa in una alternativa potenziale (senza soluzione) tra la leggerezza e la pesantezza. Secondo l'autore ceco la leggerezza presuppone l'idea di un tempo in divenire in cui ogni istante è nuovo e particolare e nel quale l'idea stessa di esperienza resta inutilizzabile.
La pesantezza presuppone, al contrario, l'eterno ritorno, la ripetizione di ogni singolo attimo di esistenza. L'esperienza che ne deriva non è altro che un enorme senso di responsabilità, un peso morale. Se la leggerezza è insostenibile perchè irripetibilità degli eventi, non senso dell'esistenza poichè tutto ciò che l'uomo fa è privo di senso, risulta altrettanto insostenibile vivere nella dimensione della pesantezza dove tutto si ripete in un moto circolare sempre uguale, identico a se stesso. Librati nell'aria e pesanti come macigni?.
Nella sua ultima opera Lezioni americane, Italo Calvino i dichiara apertamente a favore della "leggerezza". Secondo l'autore la leggerezza rappresenta un valore, un plusvalore da portare nel prossimo millennio. E' chiaro il riferimento al ruolo della letteratura e della scrittura, a quell'arte che solo il poeta e lo scrittore sono in grado di creare servendosi delle parole. E come devono essere queste parole per Calvino? Devono essere leggere come quelle immagini polverose e magiche dei quadri di Magritte.
Il romanzo di Milan Kundera L'insostenibile leggerezza dell'essere si concentra su una concezione filosofica che resta sospesa in una alternativa potenziale (senza soluzione) tra la leggerezza e la pesantezza. Secondo l'autore ceco la leggerezza presuppone l'idea di un tempo in divenire in cui ogni istante è nuovo e particolare e nel quale l'idea stessa di esperienza resta inutilizzabile.
La pesantezza presuppone, al contrario, l'eterno ritorno, la ripetizione di ogni singolo attimo di esistenza. L'esperienza che ne deriva non è altro che un enorme senso di responsabilità, un peso morale. Se la leggerezza è insostenibile perchè irripetibilità degli eventi, non senso dell'esistenza poichè tutto ciò che l'uomo fa è privo di senso, risulta altrettanto insostenibile vivere nella dimensione della pesantezza dove tutto si ripete in un moto circolare sempre uguale, identico a se stesso. Librati nell'aria e pesanti come macigni?.
Nella sua ultima opera Lezioni americane, Italo Calvino i dichiara apertamente a favore della "leggerezza". Secondo l'autore la leggerezza rappresenta un valore, un plusvalore da portare nel prossimo millennio. E' chiaro il riferimento al ruolo della letteratura e della scrittura, a quell'arte che solo il poeta e lo scrittore sono in grado di creare servendosi delle parole. E come devono essere queste parole per Calvino? Devono essere leggere come quelle immagini polverose e magiche dei quadri di Magritte.
lunedì 28 maggio 2012
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